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Home » AR-GINBI (SCADENZA 30 SETTEMBRE 2017)
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AR-GINBI (SCADENZA 30 SETTEMBRE 2017)

45 compresse

-50%

€ 13,90

€ 6,95


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DESCRIZIONE
COMPOSIZIONE
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INDICAZIONI: AR-GINBI è un integratore alimentare a base di Colina ed estratto di Ginkgo biloba.
Il Ginkgo è utile per favorire la funzione cognitiva.
MODALITÀ D’USO: si consiglia l’assunzione di 3 compresse al giorno.
CONFEZIONE DISPONIBILE: 45 compresse in blister.
CONTROINDICAZIONI: non note.
AVVERTENZE: vedi confezione.

Informazioni sui singoli componenti di AR-Ginbi

Ginkgo biloba: è una pianta antichissima. Le sue origini risalgono ad oltre 200 milioni di anni fa ed è quindi considerata la pianta vivente più vecchia del pianeta. I singoli esemplari possono vivere fino a mille anni. Il Ginkgo è considerato un albero sacro in Asia, dove spesso viene piantato nei pressi dei templi buddhisti. I guaritori indiani ayurvedici lo associavano alla longevità usandolo come ingrediente del “soma”e come elisir di lunga vita. L’albero è stato introdotto in Europa nel 1730, e veniva utilizzato come pianta ornamentale. Grazie alle ricerche moderne, il Ginkgo è oggi una delle erbe officinali più utilizzate in Europa e negli Stati Uniti.
I costituenti principali delle foglie sono i flavonoidi (Kampferolo, Quercetina, Isoramnetina, Acido cumarico, Catechine, Proantocianidine, ecc.), particolarmente noti ed apprezzati per le loro proprietà antiossidanti. Le foglie sono altresì ricche di derivati terpenici (ginkgolidi e bilobalide) e di acidi ginkgolici.
Tutte queste sostanze aiutano le cellule in situazioni di danno da radicali liberi che sono altamente dannosi soprattutto per le cellule cerebrali. Infatti, l’estratto di Ginkgo, grazie alla sua pregiata composizione, viene utilizzato per le sue proprietà antiossidanti, per favorire, inoltre, le funzioni cognitive e la memoria. Risulta anche molto indicato per la circolazione arteriosa, favorendo l’irrorazione dei tessuti cerebrali e la loro ossigenazione.

Colina: agisce come coenzima in alcuni processi metabolici. La Colina sembra essere utile, prima di tutto, per il metabolismo dei grassi e del colesterolo, contribuendo al mantenimento della normale funzione epatica.

L’invecchiamento cerebrale rappresenta una tappa inevitabile nella vita di ogni individuo, tutti ne sono coinvolti. L’invecchiamento è un processo in cui sono implicati molteplici fattori, parte dei quali ancora poco conosciuti.
In ogni caso, l’effetto finale di questo processo è rappresentato dalla morte o dalla degenerazione delle unità elementari del cervello umano, cioè le cellule nervose (neuroni).
Il nostro cervello è costituito da una rete fittissima di connessioni nervose (sinapsi), le informazioni tra una cellula e l’altra vengono scambiate attraverso la liberazione di sostanze chimiche chiamate neurotrasmettitori. È stato calcolato che, a partire dai 30 anni, il cervello comincia a perdere quotidianamente neuroni. Oltre alla perdita neuronale si verificano anche alterazioni strutturali dovute, per esempio, al danno ossidativo causato dai radicali liberi, prodotti dai fisiologici processi metabolici che riguardano sia i neuroni sia le cellule gliali.
Le aree cerebrali maggiormente interessate dalle alterazioni correlate all’invecchiamento sono quelle frontali che sovrintendono ai meccanismi mnemonici. Infatti, l’invecchiamento cerebrale determina principalmente una diminuzione della cosiddetta memoria recente: si tende a dimenticare un numero di telefono, il luogo dove è stato riposto un oggetto, il nome di una persona e così via.
Può, inoltre, risentirne la memoria procedurale o la capacità di pianificare azioni ed eventi, ma anche la prontezza nel ricordare fatti recenti. In genere, l’invecchiamento non pregiudica però la memoria dei fatti remoti e le memorie visiva ed acustica.
Per concludere, gli studi scientifici disponibili fino a questo momento indicano che la migliore modalità per contrastare efficacemente l’invecchiamento cerebrale è quella di avere una vita attiva sia intellettualmente sia fisicamente oltre che sana dal punto di vista alimentare.
Le informazioni riportate non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto tra professionista della salute e paziente.
È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o farmacista.
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